Insicurezze.

Ci sarà mai un momento dove la mia insicurezza congenita sparisca? Ci sarà mai un momento dove non mi sentirò mai inferiore a nessuno, meno amata o apprezzata di qualcuno? 

Questo sicuramente non è un momento facile, dove il sentirsi inferiore mi viene sbattuto in faccia senza alcun ritegno. Oltre a essere stata lasciata dopo due anni, sostenendo che il problema non era mio, ma suo. E giù di lì con altre insicurezze, altri patemi d’animo. E la voglia di essere come quelli, che la sicurezza te la sbattono in faccia e tu, lì, a rannicchiarti in un angolino per paura di non essere all’altezza. 

Bello, vivere così. 

Soprattutto quando è dura accettarsi. 

Uno schifo, viverla così. 

ECCO LE 10 COSE CHE VI CONSIGLIAMO DI NON FARE MAI IN SARDEGNA

SARDEGNA REMIX

L’abbiamo detto mille volte: la Sardegna è un Universo a parte. Meravigliosa, distesa al centro del Mediterraneo, abitata da persone che possono dare tutto, senza pretendere nulla in cambio, ma che possono essere molto orgogliose e persino offendersi quando sentono una mancanza di rispetto nei loro confronti. Ecco allora che abbiamo deciso di pubblicare un breve vademecum – chiaramente molto ironico – ad uso e consumo soprattutto dei “Continentali” sulle 10 cose da non fare in Sardegna

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Io non ho esitato.

Sei arrivato quando – con esperienza- avevo ormai imparato a convivere con la solitudine, quando stare da sola non mi spaventava più.
Sei arrivato quando ero pronta a scegliere te nonostante tutto e non perché non avessi altra scelta.
E ti ho scelto, ho scelto te perché mi hai capita sin da subito, mi hai letta ancora prima che io mi aprissi, hai capito che avevo bisogno d’amore perché altrettanto amore avevo da dare. Ed io non ho esitato, ti ho amato. E da allora la solitudine ha ricominciato a farmi paura, ed ogni volta che sono sola, ho paura che possa diventare come prima, quando sola ci sapevo stare, quando tu non c’eri, così come non ci sei adesso. E va bene così, è una cosa che conosco, una cosa che ho già provato, lo stare sola, con la differenza che prima non avevo fatto i conti con il bisogno di stare con te. Sarà più difficile per questo.
Ma io riuscirò anche in questo.

Tutti Dottori (post ad altissimo contenuto di turpiloquio)

Rem tene, verba sequentur. O anche no?

Io vorrei tanto capire chi cazzo ha sdoganato l’ignoranza; vorrei tanto sapere chi ha tolto al caprone l’onere di informarsi prima di aprire la bocca e rifilato alla persona colta, molto colta, appena più colta – o anche semplicemente informata – quello di dimostrare con disegnini, parole, gentilezza e tante scuse, che le teorie ululate dal caprone suddetto sono puttanate.
Io vorrei capire perché l’unica vera parola innominabile in quest’Italia ostaggio del politically correct più estremo, del genitore uno e due, del diversamente caucasico, del diversamente cittadino regolare, dei quaranta punti esclamativi alla fine di ogni singola stronza frase, sia diventata il termine IGNORANTE.
Il termine ignorante è impronunciabile. Guai a dire ad un ignorante di merda che è un ignorante di merda. TU devi dimostrare di sapere qualcosa, anche se quel “qualcosa” è il tuo mestiere, il tuo bagaglio, quello che hai studiato per una vita intera. Tu, Copernico…

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Volete sapere la veritá? Dopo di lui non sono più riuscita a innamorarmi di qualcun altro.

Mi rode ancora. Mi rode ancora vederlo passare per le mie stesse vie, frequentare il mio stesso bar. Mi rode osservarlo a fissarmi e poi, quando i nostri sguardi si incrociano, voltare lo sguardo verso il suo gruppo di amici e ridere con loro.

Mi rode da tre anni. Tre anni da quando un rapporto è finito senza spiegazioni. Da allora si è così, fermi a un punto interrogativo; alla ricerca di una parola che mi possa permettere di scrivere la parola “fine”.
Non posso dire neanche “il nostro rapporto” perchè forse un NOI non è mai esistito. O, se c’è stato, è stato solo un’illusione.

É cosí difficile lasciarsi il passato alle spalle. Eppure è così semplice sorridere e fingere di non pensarci.

Ma tutto questo da soli ritorna. Ritornano sensazioni, parole, promesse mai mantenute, amori mai ricambiati e forse neanche esistiti.

Mi aveva detto, un giorno: “Le parole d’amore diventano veramente belle se non si è ispirati da qualcuno mentre le si scrive”. 
Mi ricordo che io gli diedi ragione.
Assuefatta com’ero, avrei fatto di tutto pur di compiacerlo. Pur di essere presa in considerazione.
Cosa che invece non è mai accaduta.

Sono passati tre anni e da allora cerco di ricominciare daccapo. Di vivere senza pensieri. Alla giornata, così come viene il mondo.
Ma soprattutto, cerco di sorridere e di divertirmi. Che divertirsi e godersi la vita è la cosa migliore nell’adolescenza.